

Storia del relitto Nasim II
Il relitto Nasim II, originariamente chiamata Llyn, era una nave cargo utilizzata per il trasporto di merci generiche, in particolare prodotti ortofrutticoli, lungo le rotte commerciali britanniche dopo il suo varo.
L’11 febbraio 1976, la Nasim II salpò dal porto di Livorno diretta ad Alessandria d’Egitto. Le condizioni del mare al momento della partenza sono tuttora oggetto di incertezza: i testimoni oculari riportano versioni contrastanti, tra chi affermava che il mare fosse calmo e chi, come gli ufficiali di bordo, parlava di maltempo.

Quel che è certo è che alle 04:30 del 12 febbraio 1976, la nave colpì le rocce di Punta Scaletta, nei pressi dell’Isola di Giannutri, e affondò in meno di venti minuti nelle acque comprese tra Punta Pennello e Cala Maestra, a poche decine di metri dalla costa.
Oggi, il relitto della Nasim II è un sito di grande interesse per i subacquei e gli appassionati di storia navale. La sua posizione e il buono stato di conservazione lo rendono una delle immersioni più affascinanti della Toscana.

L’immersione sul relitto della Nasim II, al largo dell’Isola di Giannutri, è senza dubbio una delle esperienze subacquee più affascinanti del Mar Tirreno. Tuttavia, si tratta di un’immersione tecnica e impegnativa, consigliata esclusivamente a subacquei esperti e ben addestrati, data la profondità e la complessità del sito.
In alternativa, è possibile optare per una discesa verso la sala macchine del relitto, che si trova a una profondità minore. Questo percorso è tecnicamente più semplice e accessibile, pur mantenendo un elevato interesse per la bellezza dell’ambiente e i dettagli meccanici ancora ben visibili. Si tratta di un’immersione meno complessa anche dal punto di vista organizzativo e logistico, ideale per chi desidera esplorare il relitto senza affrontare eccessive difficoltà.

L’immersione del relitto
Durante l’immersione sul relitto della Nasim II, una delle prime tappe è la zona delle eliche, perfettamente conservate e ideali per scattare fotografie subacquee spettacolari. Da qui si prosegue sul fianco della nave, seguendo la sagoma del relitto in direzione della prua.
La parte più suggestiva si raggiunge quando si arriva alla plancia di comando, adagiata sulla sabbia. Qui si possono osservare una fila di oblò ancora integri, una ben visibile sirena da nebbia, e numerose aragoste che popolano la zona. Proseguendo lungo il ponte, si esplorano le strutture di coperta e ci si può affacciare all’interno della plancia, dove gronghi e cernie fanno occasionalmente capolino, rendendo l’ambiente ancora più affascinante.
Va sottolineato che le aperture per entrare all’interno del relitto Nasim II sono molto limitate e non sicure. L’esplorazione interna è fortemente sconsigliata, in quanto si tratta di ambienti chiusi, con fili elettrici penzolanti e numerosi oggetti che rappresentano un potenziale pericolo di impigliamento. La prudenza è fondamentale.
