
Storia
Cala Minnola si trova sul versante sud-est dell’isola di Levanzo ed è rinomata per la sua suggestiva pineta affacciata sul mare. È una meta imperdibile per chi desidera esplorare le bellezze naturali dell’isola.
Il nome della cala deriva da “la minnola”, un piccolo pesce che un tempo veniva pescato nelle sue acque durante i mesi estivi.
Le anfore, rivestite internamente di pece, erano originariamente destinate al trasporto del vino. Tuttavia, è plausibile ipotizzare che, una volta svuotate del loro contenuto, potessero essere riutilizzate per conservare il garum prodotto presso lo stabilimento di Punta Altarella.

GLI SCAVI A CALA MINNOLA
Durante gli scavi subacquei è emersa una scoperta particolarmente significativa: un’anfora con un bollo impresso sulla spalla, in cui è leggibile il termine PAPIA.
Sebbene non vi sia certezza assoluta, è altamente probabile che si tratti del nome di una potente famiglia romana di produttori agricoli, attiva nella zona della Campania settentrionale, al confine con il Lazio, nota per l’esportazione di vino nel Mediterraneo.

Sistema di supervisione visiva
Le anfore del relitto di Cala Minnola resteranno sul fondale marino nella loro posizione originaria. Per proteggerle da eventuali atti di depredazione e, al contempo, consentire al pubblico di apprezzarne le caratteristiche, dal luglio 2006 è operativo un avanzato sistema di sorveglianza a distanza. Questo sistema si avvale di quattro telecamere subacquee installate attorno al sito archeologico e di una telecamera esterna posizionata nei pressi della cala.
Le immagini riprese dai fondali, che mostrano i resti del carico di anfore, vengono trasmesse via cavo fino a riva e da lì, via etere, raggiungono l’isola di Favignana, dove sono proiettate presso la Tonnara. Il sistema di videosorveglianza rappresenta un’interessante alternativa turistica, offrendo anche a chi non si immerge la possibilità di osservare in diretta il relitto su un grande schermo, comodamente da un museo. Si tratta del primo vero esempio di visita virtuale a un relitto conservato nel suo contesto originale.
Il sito e la sua unicità
Il sito si distingue per la sua unicità dal punto di vista archeologico e naturalistico: lo stato di conservazione eccezionale, le dimensioni dell’imbarcazione e la possibilità di osservare la biocenosi mediterranea tipica conferiscono al relitto un valore straordinario. L’intervento si caratterizza inoltre per l’alto contenuto innovativo, sia nelle tecniche di monitoraggio, gestione e conservazione, sia per le tecnologie avanzate impiegate.

Una novità assoluta è la possibilità, ormai prossima, di accedere alle immagini in diretta anche tramite internet. Questo consentirà a chiunque, ovunque si trovi, di vivere l’esperienza in tempo reale attraverso il web.
Il sistema di videosorveglianza si basa su telecamere digitali ad alta risoluzione, custodite in apposite scafandrature subacquee, ancorate al fondale e collegate tramite cavi per l’alimentazione e la trasmissione dati. I cavi in fibra ottica sono connessi a un impianto installato su un traliccio alto 6,5 metri. Il collegamento tra le telecamere e il traliccio avviene tramite un cavidotto interrato lungo il sentiero che unisce Cala Minnola al centro abitato di Levanzo.

Grazie a questo sistema, il sito può essere monitorato costantemente da personale specializzato, mentre la valorizzazione museale è assicurata dalla proiezione delle immagini su schermi al plasma. Inoltre, un server dedicato consente la trasmissione dei contenuti in streaming, rendendo l’esperienza accessibile anche online.