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Egnazia

Veduta aerea dell’area archeologica di **Egnazia**, antica città messapica e romana situata lungo la costa adriatica della Puglia. Sono ben visibili i resti delle strade, delle abitazioni, dell’anfiteatro e di altre strutture pubbliche, che testimoniano l’importanza storica e urbanistica del sito, affacciato sul mare.
Vista della città dall’alto.

La città di Egnazia

Egnazia, situata in Puglia vicino a Savelletri di Fasano, in provincia di Brindisi, era un’antica città messapica confinante a nord con la Peucezia, territorio abitato dai Peuceti, una delle tre tribù degli Iapigi insieme a Dauni e Messapi. La città si trovava lungo la soglia messapica che separa la Murgia (Valle d’Itria) dal Salento (Alto Salento). Il suo nome originario era Gnathia; i Romani la chiamavano Egnatia o Gnatia, mentre i Greci la conoscevano come Egnatia o Gnàthia.

Resti monumentali dell’antica città di Egnazia, in Puglia, con strutture in pietra ben conservate che delineano l’impianto urbanistico romano. L’area archeologica, immersa nel paesaggio rurale, testimonia la grandezza storica di un importante centro messapico e poi romano.
Resti archeologici

L’area è stata vittima di saccheggi sistematici fin dal XVII secolo, compromettendo in parte la conservazione del suo patrimonio archeologico. Un episodio particolarmente noto risale al 1846, durante una grave crisi economica, quando molti abitanti di Fasano e Monopoli iniziarono a cercare reperti antichi da rivendere agli antiquari di Napoli.

L’attività avveniva spesso con la complicità passiva degli ispettori preposti alla sorveglianza, che chiudevano un occhio. Questo scandalo suscitò l’indignazione dello storico e filologo Theodor Mommsen, mentre nel 1882 fu duramente condannato da Ludovico Pepe nella sua monografia dedicata ai resti della città antica, in cui descrive dettagliatamente la situazione.

Il porto

Nel primo caso, la struttura è composta da piloni isolati (pilae) realizzati attraverso la gettata di calcestruzzo all’interno di casseforme impermeabili, posizionate direttamente sul fondale. Nel secondo, invece, si tratta di una fondazione continua, ottenuta versando il calcestruzzo all’interno di casseforme già in parte sommerse.

Mappa del porto con indicazione delle strutture sommerse e frammentarie nei moli Nord e Sud.
Cartina del porto romano eseguita negli anni ’70.

Queste tecniche testimoniano l’elevata ingegneria portuale romana e sono fondamentali per comprendere l’organizzazione degli insediamenti costieri antichi.

Questa immagine mostra un sito archeologico sommerso con resti di una struttura muraria antica. Si vedono chiaramente blocchi di pietra sovrapposti a formare un muro, con alghe e organismi marini che ne coprono la superficie. Attorno alla struttura sono posizionate aste graduati per misurare e documentare le dimensioni del reperto. L’ambiente è subacqueo, probabilmente un’antica città o insediamento ora sommerso dal mare.

Il molo meridionale fu interamente realizzato utilizzando la tecnica delle casseforme inondate a fondazione continua, una soluzione tipica dell’ingegneria portuale romana. In quest’area sono ancora visibili tracce evidenti e fori lasciati dall’antica armatura lignea, impiegata per sostenere la struttura durante la fase di gettata del calcestruzzo.

FONTI SU EGNAZIA

Parco_archeologico_Egnazia

Parco di Egnazia

Parco archeolgico

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