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Parco sommerso di Gaiola

Le suggestive isole della Gaiola, al largo della costa di Posillipo a Napoli, immerse nelle acque tranquille del Parco Sommerso, tra storia, mistero e bellezza naturale.
Isole della Gaiola
cartina

Il Parco Sommerso di Gaiola, tra Marechiaro e Baia di Trentaremi, prende il nome dai due isolotti vicino Posillipo, nel Golfo di Napoli

Attualmente, il Parco è gestito dal Centro Studi Interdisciplinari Gaiola Onlus, che ne valorizza l’unicità grazie alla straordinaria fusione di elementi vulcanologici, biologici e storico-archeologici, tutti immersi in uno dei paesaggi costieri più affascinanti del Golfo.

Nel corso del tempo, il vento e il mare hanno modellato le alte falesie e i costoni di Tufo Giallo Napoletano, oggi ricoperti dai colori vivaci della vegetazione mediterranea. Di conseguenza, questo paesaggio, ricco di fascino, ha continuato a incantare nei secoli le civiltà che si sono succedute in quest’area.

L’archeologia del parco sommerso di Gaiola

Resti sommersi dell'antica città romana di Baia, vicino Napoli, oggi parte del Parco Archeologico Sommerso di Baia. Le strutture ben conservate testimoniano l'antico splendore di questa località termale, un tempo frequentata dall'élite dell’Impero Romano. Foto di Guido Villani.
Mura d’otium del Pausilypon

Ancora oggi, la costa di Posillipo affascina per la sua bellezza. Già dal I sec. a.C., fu densamente abitata per natura e posizione strategica.

Resti delle Terme di Gaiola, parte del complesso archeologico dell'antica città romana di Baia, oggi visibili lungo la costa dei Campi Flegrei, in Campania. Queste strutture termali testimoniano l'ingegneria avanzata e il lusso della vita romana. Foto di Maurizio Simeone.
resti delle terme di Gaiola

I numerosi resti di epoca romana, visibili sia sulla terraferma sia sul fondo del mare, testimoniano ancora oggi questa presenza. La collina stessa prende il nome dalla villa d’otium chiamata Pausilypon, i cui resti gli archeologi hanno individuato nell’area compresa tra il promontorio di Trentaremi e il borgo di Marechiaro.

Antica struttura sommersa nel Parco Archeologico Sommerso di Baia, probabilmente parte di una villa romana o di un impianto termale. L’arco in muratura è ancora ben visibile nonostante i secoli trascorsi sott’acqua, segno dell’eccellenza costruttiva romana. Foto di Guido Villani.
Struttura sommersa

Costruita da Vedio Pollione nel I sec. a.C., la villa passò ad Augusto. Nei fondali restano visibili approdi, ninfei, peschiere e camminamenti.

Note per l’aneddoto di Seneca e Plinio, le peschiere occupano ampi fondali; più a est sorge la suggestiva villa “Casa degli Spiriti”.

Il Parco sommerso di Gaiola è biologicamente rilevante, innanzitutto, grazie alla complessa geomorfologia e alla vivace circolazione delle acque, le quali favoriscono la presenza di diverse comunità marine mediterranee. Inoltre, i dolci pendii e le alte falesie di tufo giallo, coperte dalla macchia mediterranea, hanno da sempre affascinato i popoli che, nel corso del tempo, si sono susseguiti in quest’area.

FONTI

Parco sommerso

Gaiola

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