
La Baia di Chia, affacciata sulla splendida costa meridionale della Sardegna, rappresenta oggi un autentico angolo di paradiso che, grazie alla sua straordinaria varietà, riesce a combinare paesaggi mozzafiato, attività sportive e ricreative, oltre a offrire un importante patrimonio storico e culturale.
Celebre per le sue spiagge incantevoli, le acque trasparenti e i promontori scenografici, Chia rappresenta, a buon diritto, la meta ideale per chi è alla ricerca di una vacanza che, in modo armonioso, unisca momenti di relax, esperienze all’insegna dell’avventura e, al tempo stesso, occasioni di arricchimento culturale.

La Torre di Chia, edificata nel XVI secolo dagli Spagnoli, rappresenta ancora oggi un importante simbolo della difesa costiera sarda. Grazie alla sua posizione privilegiata, situata su un promontorio con vista sulla baia, la torre offriva un punto di osservazione strategico, fondamentale per individuare tempestivamente le navi nemiche e contrastare gli attacchi dei pirati lungo il litorale.
Oggi è un suggestivo punto di interesse storico e regala una vista panoramica mozzafiato sull’intera baia. Visitare la Torre di Chia significa immergersi nella storia e comprendere il ruolo strategico che questo luogo ha avuto nel passato.
SITO ARCHEOLOGICO DI BITHIA
Connessione tra baia di Chia e l’antica città di Bithia:
L’area di Torre Chia, un tempo sede dell’antica città di Bithia, ha conosciuto una lunga e complessa evoluzione storica. Successivamente, a partire dall’VIII secolo a.C., l’area subì una trasformazione significativa, divenendo un centro fenicio. . Infine, nei primi decenni del VII secolo d.C., l’insediamento conobbe il declino e fu abbandonato, poiché gli abitanti si ritirarono verso l’entroterra nel tentativo di sfuggire alle continue incursioni saracene.

Le scoperte archeologiche
Nel 1926, a seguito di violente mareggiate, emersero in modo del tutto inatteso numerose sepolture lungo l’attuale spiaggia di Sa Colonia. Pochi anni dopo, negli anni ’30, sulla scia di queste scoperte, furono avviati scavi sistematici sotto la direzione del soprintendente Antonio Taramelli. Le indagini si concentrarono su tre aree principali: la necropoli, la zona settentrionale del promontorio di Torre Chia e le pendici nord-occidentali.
